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Dov’è casa?

2 dicembre 2017

Mi sono posta questa domanda moltissime volte e fin da piccola ho sempre provato ad attribuire al concetto di “casa” un significato speciale. Sono sempre stata molto legata alla mia casa, forse troppo. Quando ero bambina qualche volta mia madre ha provato a lanciare la proposta di un trasferimento, ma la mia reazione è sempre stata un secco “NO”. Ero terrorizzata all’idea di perdere il mio luogo sicuro.

Quando avevo sei anni i miei genitori hanno divorziato e da quel momento in poi, per la prima volta, il concetto di casa ha iniziato ad assumere un significato tutto diverso per me. Nella mente di una bambina, l’idea di avere due case era piuttosto confusionaria: Dove avrei dovuto tenere i miei vestiti? I miei libri? I miei giocattoli? …dov’era la mia casa?

Nel tempo ho superato questo dilemma decidendo che la mia casa sarebbe stata quella in cui passavo la maggior parte del tempo e tenevo la maggior parte delle mie cose. Così, ho anche imparato a preparare il mio bagaglio settimanale per l’altra casa.

Austria

La stessa domanda si è ripresentata dopo la fine del liceo, quando mi sono trasferita per cominciare la nuova vita universitaria. Vivevo a Padova, a 300 km di distanza da quella che era stata la mia casa per quasi vent’anni, in una nuova città, circondata da nuove persone, quando ho di nuovo cercato disperatamente di capire dove fosse la mia casa.

Era nel luogo in cui avevo passato la maggior parte della mia vita fino a quel momento? La mia città d’origine? Casa appartiene al passato o al presente?

La confusione era la mia unica certezza.

Giorno dopo giorno ho imparato a conoscere la mia nuova casa, la sentivo un luogo accogliente e sicuro, la sentivo mia in qualche modo.

Dopo un anno, mi sono trasferita di nuovo, questa volta a Genova. Qui ho iniziato una nuova vita e in un paio d’anni, una nuova città, nuove strade e nuovi angoli sono diventati la mia casa. Ora ogni volta che scendo dal treno sono travolta da quella sensazione di serenità che solo le cose conosciute sanno dare.

Quindi, casa è il luogo in cui si è nati? O il luogo a cui ci si sente di appartenere? 

Per la mia esperienza personale, credo che casa sia qualcosa di più profondo di quattro semplici muri di mattone. Penso ancora spesso a dove sarà la mia casa tra un anno, tra dieci anni, perché so che non sarà mai la stessa. Penso che casa sia il risultato di molti luoghi significativi legati insieme ed è un processo che non si arresta mai, ma va avanti e segue il nostro cambiamento. Casa per me è qualsiasi luogo che mi doni una sensazione di pace, calore, tranquillità, connessione e non importa se sia la mia città d’origine, la casa dei miei genitori o un luogo qualsiasi in cui sono stata in vacanza.

Conosco un ragazzo che vive a Londra, ma è nato in Italia da padre italiano e madre inglese. Mi ha raccontato che quando è a Londra, le persone lo chiamano “il ragazzo italiano“, ma quando va in Italia per le vacanze estive diventa “il ragazzo inglese“. Così gli ho chiesto: “Ma dov’è casa per te?“. Mi ha detto che ancora non sa quale sia la risposta, perché ovunque si trovi, si sente sempre nel posto sbagliato.

Oggi viviamo in un mondo multiculturale e internazionalmente connesso ed è troppo difficile definire la nostra sola e unica casa. Le moltissime persone che ogni giorno decidono di lasciare il proprio paese e cercare la loro casa da qualche altra parte, affrontano un processo estremamente costruttivo, perché forma una prospettiva nuova e del tutto diversa. Io odiavo il luogo in cui vivevo quando l’ho lasciato per trasferirmi all’università. La mia casa originaria si trova in Liguria, una regione stupenda in cui la costa è a un passo dalle montagne, si possono ammirare tramonti mozzafiato e le meraviglie naturali di certo non mancano. Non ero mai riuscita ad apprezzarne i lati positivi, la odiavo con tutta me stessa, perché mi sembrava il posto più scontato al mondo. Ma quando sono tornata a casa dopo il mio primo anno di università nel bel mezzo della torrida Pianura Padana, ricordo di essere subito andata al mare, che nonostante il mio fedele spirito montanaro, mi era mancato tanto. Guardando intorno a me ho realizzato quanto fosse splendido e speciale quel posto che avevo odiato tanto per anni. Avevo occhi nuovi.

Possiamo sentirci a casa ovunque o in nessun luogo, ma questo non è il punto. Se ci sentiamo in pace e siamo sereni, allora siamo a casa. Se ci sembra che ci sia una connessione tra noi e il luogo in cui ci troviamo, allora siamo a casa. Se ci sembra di conoscere da sempre le strade di una città e lì ci sentiamo noi stessi, allora siamo a casa. Se siamo tra le braccia della persona che amiamo, allora siamo a casa.

Casa non è solo un luogo e nemmeno solo una sensazione, forse è entrambe le cose: Casa è qualsiasi luogo in cui ci sentiamo a casa.

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1 commenti

Linda 3 dicembre 2017 - 20:27

Breathtaking ♥️

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