Home Case & Interni Baita Prato della Croce

Baita Prato della Croce

19 gennaio 2018

Ho sempre desiderato passare il Capodanno in montagna e quest’anno finalmente ho realizzato il mio desiderio nel migliore dei modi possibili. Sono stata qualche giorno in un paradiso invernale incastonato in una stretta valle piemontese, più precisamente in alta Valsesia. Questa gola è chiamata “La valle nera“, perché si trova proprio ai piedi di due pareti montuose molto alte che non le permettono di vedere la luce del sole d’inverno. Questa località è conosciuta per la presenza di un’antica comunità Walser: i Walser sono una popolazione di origine germanica che oggi vive nelle vicinanze del Monte Rosa. Di origine Alemanna, nell’ottavo secolo si sono spostati verso il cantone Vallese in Svizzera e da quella zona, nel decimo secolo si sono successivamente spostati in piccoli villaggi di montagna in Italia, Liechtenstein, Austria e Francia. La loro lingua, il Titsch, ricorda molto un dialetto tedesco

Abbiamo optato per un alloggio un po’ originale, una meravigliosa baita walser nel cuore della Val Vogna, in provincia di Vercelli. Per raggiungere la baita si devono percorrere 2,5 km a piedi lungo un sentiero innevato, che porta fino ad una piccola frazione chiamata Peccia.

Il posto è davvero magico, un piccolo villaggio di case walser, circondato da imponenti montagne. Queste case originali mi hanno davvero lasciata senza parole, sembrava di poter entrare in contatto con la loro storia passata. Le costruzioni sono solide e scure, ferme nel tempo in una zona isolata dal resto del mondo. Noi abbiamo alloggiato nella “Baita Prato della Croce” proprio sotto la piccola chiesa di montagna sulla collina.

Sulla sinistra la Baita e sulla destra la piccola chiesa

Questa casa walser è stata costruita nel 1600 e poi ristrutturata nel 1900. I padroni di casa hanno mantenuto molte delle parti originali della struttura e i pezzi di arredamento più nuovi sono stati scelti in modo molto curato.  Le case walser  sono  generalmente tutte in legno, ma i tetti sono fatti con tegole di ardesia. Ogni piano è circondato da un balcone esterno in legno con assi orizzontali che venivano originariamente utilizzate per lasciar asciugare il fieno all’aria aperta. Non ci sono camini sui tetti, perché era troppo pericoloso pulirli dalla neve e le persone si scaldavano solo stando a contatto con le mucche. La nostra baita aveva quattro piani, tre bagni e un grande attico, che un tempo era il fienile.

La nostra camera

Il salottino per gli ospiti

Poco sopra la baita c’è una piccola tipica chiesa valsesiana con le pareti affrescate. Mi piace davvero molto la combinazione di colori della trama verticale lungo la parete della chiesa ed è molto carina anche la piccola porta in legno sull’ingresso laterale della struttura.

Tipica chiesa valsesiana

Sono felicissima di aver avuto l’opportunità di vivere qualche giorno in una vera casa walser, completa dei comfort necessari. Sono riuscita a immergermi anima e corpo nella vita spartana di montagna ed è stato un ottimo modo per staccare dalla routine. I proprietari erano estremamente gentili ed essendo guide alpine ci hanno dato molti consigli utili. E’ stata un’esperienza meravigliosa, che mi piacerebbe ripetere magari anche in estate. Vi consiglio assolutamente di passare qualche giorno in questo posto stupendo!

Articoli correlati

Lascia un commento