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Quando l’Architettura incontra la Psicologia

13 febbraio 2018

I progetti architettonici e quelli di design nascono dalla mente umana, ma allo stesso tempo questa è fortemente influenzata dalle nostre creazioni. Molti studi recenti hanno messo in luce come l’ambiente abbia un forte impatto sulla psicologia umana e sull’interazione tra le persone. Ad ogni modo, siamo tutti diversi e la percezione umana dell’ambiente circostante dipende dal background, dalla cultura, dalle preferenze personali, dall’istruzione. Una domanda interessante potrebbe essere: “Esiste un’architettura specifica per ogni singola attitudine mentale?”

L’architettura negli ultimi anni si sta avvicinando sempre di più alla psicologia e alcuni esperti hanno cercato di spiegare come le caratteristiche ambientali influenzino la mente umana.

Nel 2009, presso l’Università della British Columbia alcuni ricercatori hanno condotto un esperimento che ha rivelato come i colori influenzino le nostre sensazioni. Il concetto fondamentale della cromoterapia, l’approccio medico che usa i colori come a scopo terapeutico, si basa sulla relazione tra colori ed emozioni. A quanto pare il rosso è legato alla sensazione di pericolo e aiuta le persone a rimanere attente e in allerta. Il blu si associa al colore del cielo e del mare e aiuta a sentirsi rilassati, abbassa la pressione sanguigna e aumenta la creatività, liberando l’immaginazione. Il verde e il giallo sono colori positivi che esprimono serenità e aiutano a dormire meglio. Il viola è il colore della concentrazione e dell’attenzione, il marrone e il grigio sono invece colori che tendono a farci sentire tristi e depressi.

In un secondo test, ad alcune persone veniva chiesto di osservare degli oggetti di arredamento di forme diverse e di scegliere quello che preferivano. E’ emerso che le persone sono più portate inconsciamente a preferire linee curve e morbide rispetto a linee rette.

Un altro esperimento ha dimostrato la relazione tra altezza del soffitto e pensiero. Secondo gli esperti, gli spazi ampi ci fanno sentire liberi e aiutano a scatenare l’immaginazione, soffitti alti quindi migliorano il nostro pensiero astratto. Spazi stretti invece sono preferibili nelle situazioni in cui è necessario risolvere difficili problemi razionali, legati all’idea di limite.

Fino a non molto tempo fa, l’attenzione dei progettisti forse non si era concentrata abbastanza sull’impatto che le costruzioni posso avere sulla nostra salute e sulla nostra mente, i progetti si focalizzavano principalmente sui concetti di innovazione e funzionalità. E’ interessante notare come negli ultimi anni l’architettura abbia iniziato ad avvicinarsi alle scienze cognitive.  L’ ANFA (Academy of Neuroscience for Architecture) quest’anno ha organizzato a Londra la “Conscious Cities Conference”, in cui psicologi e architetti hanno cercato di esplorare la relazione tra architettura, neuroscienze e tecnologia.

La psicologia, influenzata dalla nuova relazione che si stabilita con il concetto di spazio, si è aperta a nuovi campi di studio che si focalizzano sull’interazione tra persone e ambiente, analizzando come ci sentiamo in specifiche condizioni spaziali.

La Psicologia ambientale studia il comportamento umano considerando le interazioni tra le persone e l’ambiente fisico, analizzando le caratteristiche di luoghi sociali e spiegando come possano essere connesse a uno stato mentale.

E’ ormai provato che crescere in una grande città può portare le persone a soffrire di disturbi mentali come schizofrenia, depressione e ansia cronica. Il facile accesso a spazi verdi aiuta in questo caso a combattere lo stress e a migliorare la salute. Anche le facciate degli edifici hanno la loro importanza, se sono troppo semplici e monotone, ci fanno provare ansia. Zone molto simili concentrate nella stessa città possono creare confusione nella mente umana, perché ci fanno sentire disorientati e non ci permettono di creare i collegamenti spaziali che ci vengono in aiuto negli spostamenti. Un fenomeno comune che è stato osservato spesso nelle città è lo “stress sociale“, legato alla mancanza di coesione tra le aree delle città. Le continue interazioni superficiali tra le persone possono modificare l’equilibrio biochimico nella mente umana e si possono così verificare episodi di violenza. Una strategia per la risoluzione di questo problema può essere l’installazione in postazioni strategiche di strutture (come ad esempio delle panchine) che stimolino la comunicazione o almeno abbiano l’aspetto di un potenziale veicolo di interazione.

La Psicologia dell’Interior Design studia come posizionare gli elementi d’arredo negli spazi per suscitare una piacevole sensazione nella percezione umana. La luce è uno degli elementi più importanti negli spazi e il sole è la miglior risorsa luminosa che abbiamo, per cui è importante avere ampie finestre in casa per lasciar penetrare la luce all’interno delle stanze. Forme e materiali che rappresentano gli elementi naturali ci fanno sentire rilassati, mentre gli elementi in legno sono collegati a una sensazione di salute e benessere. Quando si studia l’organizzazione degli elementi di arredo è importante prestare attenzione all’equilibrio che permette di trovare l’armonia perfetta, per questo ci si deve concentrare sulla giusta combinazione di forme, colori e materiali.

Il famoso architetto Richard Rogers ha detto: “The only way forward, if we are going to improve the quality of the environment, is to get everybody involved.” Credo che questa sia la giusta direzione da seguire per creare un legame equilibrato tra chi siamo e l’ambiente con cui interagiamo. Ne vale la pena.

 

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